Come funziona un sistema a cavo.
Due componenti decidono la sicurezza di una sospensione: il bloccacavo e il cavo. Ecco come lavorano e come li calcoliamo.
Il bloccacavo
All'interno del corpo, tre o sei sfere d'acciaio circondano il cavo. Una molla le spinge contro un cono interno: quando il carico tira verso il basso, le sfere mordono il cavo e lo bloccano. Verso l'alto, il cavo scorre libero. La pressione si distribuisce attorno al cavo senza schiacciarlo.
- Inserire il cavo dal pulsante fino ad attraversare il meccanismo.
- Far scorrere il bloccacavo all'altezza voluta: si blocca da solo al rilascio.
- Per abbassare o regolare, premere il pulsante con un dito, spostare e rilasciare.
- Lasciare almeno 25 mm di cavo oltre il meccanismo; al taglio, mai meno di 12 mm.
- Il cavo deve entrare e uscire dal bloccacavo con meno di 5° di deviazione.
- Un cavo inclinato sopporta meno carico di uno verticale: vedere la tabella degli angoli.
- Non usare il cavo come conduttore elettrico né inserire l'eccedenza in scatole elettriche.
Il cavo 7×7
Sette trefoli di sette fili d'acciaio zincato o inox AISI 304. Rispetto al 7×19, con fili più sottili, il 7×7 è più rigido, pende dritto e i suoi fili più spessi non vengono schiacciati dalle sfere: la presa è più affidabile. È il cavo adatto ai carichi statici; il 7×19 si riserva ai cavi in movimento o ai grandi diametri.
Un bloccacavo trattiene circa il 60% del carico di rottura del cavo. Per questo calcoliamo il carico di lavoro sulla combinazione e non sul solo cavo: rottura del cavo × 0,6 ÷ 5.
| Ø mm | Rottura zincato | Rottura inox | Carico lavoro zincato | Carico lavoro inox |
|---|---|---|---|---|
| 1,0 | 85 kg | 75 kg | 10 kg | 9 kg |
| 1,2 | 120 kg | 108 kg | 14 kg | 13 kg |
| 1,5 | 180 kg | 170 kg | 21 kg | 20 kg |
| 2,0 | 310 kg | 290 kg | 37 kg | 34 kg |
Carico di rottura minimo del cavo secondo i dati del produttore. Carico di lavoro = rottura × 0,6 ÷ 5, carico statico e cavo verticale. Valori indicativi, in attesa di validazione nel nostro laboratorio per ogni combinazione.
I magneti al neodimio
Un magnete al neodimio in coppa d'acciaio concentra tutta la forza sulla faccia di contatto: un magnete da 25 mm può reggere circa 20 kg in trazione pura. Ma la forza nominale si misura in condizioni ideali e in cantiere se ne perde una parte importante.
- Lamiera sottile: sotto i 5 mm di acciaio la forza cala nettamente.
- Vernice, ruggine o polvere separano il magnete dall'acciaio e riducono la tenuta.
- Lateralmente il magnete scivola: la resistenza al taglio è solo un quarto della trazione, salvo versione gommata.
- Sopra gli 80 °C il neodimio standard perde forza in modo permanente.
Per questo il nostro carico di lavoro è un quinto della forza misurata al nostro banco su lamiera reale, sempre in trazione verticale.
Cavi inclinati.
Quando il cavo non pende in verticale, ogni cavo sopporta meno: il carico ammissibile si moltiplica per il coseno dell'angolo α. A 45° resta il 71 %; a 60°, la metà. È il caso di tutti i kit a 2, 3 e 4 cavi.
| α | Ø1,2 mm | Ø1,5 mm | Ø2,0 mm |
|---|---|---|---|
| 0° | 14 kg | 21 kg | 37 kg |
| 15° | 14 kg | 20 kg | 36 kg |
| 30° | 12 kg | 18 kg | 32 kg |
| 45° | 10 kg | 15 kg | 26 kg |
| 60° | 7 kg | 11 kg | 19 kg |
Regola H ≥ D: la calata verticale deve essere uguale o maggiore della distanza orizzontale tra attacco e punto del pannello. Così l'angolo non supera 45°. Mai oltre 60°.
Raccomandazioni d'uso.
Avete un progetto?
Vi aiutiamo a scegliere il sistema e vi inviamo schede, quantità e prezzo.